LA

SPOSA

di

MINERVA

Dodici/Cinque/Settantasette

Date: lunedì, 12 maggio 2008
Time: 13:15
In: poesia, preghiera, bambini3parte, amore delle mie vite

Dalla Kabbalah:
12
"Il bene sopra tutto. La virtù non è solo pensiero ma anche azione. L'agire senza lucro e senza calcolo."
5
"Fugate le nere ombre della notte, l'alba porta con se i colori vivi della primavera e prepara l'arrivo del sole."
77
"Sacrificio. Accettazione di un comando legittimo, un dovere morale nei confronti di ciò che è superiore."
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Dodici/ Cinque/ Settantasette
 
Anche i monti si spostano
al soffiare impavido della Vita
e Io, che ti negai la mia
cristallizzando umori
e piacere d' orgasmo
incapaci di dare corpo
alla tua attesa ,
ancora grido il tuo silenzio;
eppure
l'ho attraversato e lo attraverso,
nuda (di tutto),
con te che mai sei stato.
La presenza affilata della tua assenza
è
spada di Damocle sulla testa del mio perdono
ghigliottina sulla spiaggia d'animo dell'autocommiserazione.
Nel coraggio, lasciato qualche scalino indietro,
su legno duro,
per la spaventata fatica
di un tempo breve,
ho trafitto il tuo costato scoperto
con punta d'acciaio
e
ho lasciato che la diga
si aprisse
alla piena di sangue
travolgendo la pena
e il tuo saluto
mentre, di spirale in spirale, risalivi
calda corrente del mio fiume
per ricomporre altri frammenti
di memoria.
In settantasette lacrime
di dodici stelle
vissute per cinque notti
ho assistito al funerale della mia morte.
Dal deserto di Solitudine
colgo i fiori del tuo non nome,
li poso sulla mia e la tua tomba
che portano data del mio egoismo.
 Trenta passi oltre
vorrei conoscere il tuo sorriso
forse non sai, ,ma
lo disegno nell'immaginifico
foglio del rimpianto
sperando sia vero.
SerenaCocco
(Libero adattamento e interpretazione del testo "Senza Titolo" di Ignazia Trudu riproposto sotto)
"Senza Titolo"
Di spirale in spirale risalivi
  calda corrente del mio fiume
per ricomporre altri frammenti
di memoria rimasti
nascosti nell'abisso
carnoso degli uomini.
Su legno duro
consumai nel silenzio
la fatica
di un tempo breve
trafiggendo il tuo costato scoperto
con punta d'acciaio
lasciando che la diga
si aprisse
alla piena di sangue
che travolse la pena
e il tuo saluto.
Ti negai la mia vita
cristallizzando umori
e piacere d' orgasmo
incapaci di dare corpo
alla tua attesa.
Sapevo
di entrare in un deserto
di solitudine
senza scampo per la tua
e la mia sete.
Eppure 
l'ho attraversato e lo attraverso
ancora nuda
con te che mai sei stato.


©I.T.
21 Marzo 2007


serenacocco | commenti (6) | link


Strike

Date: mercoledì, 07 maggio 2008
Time: 22:32
In: poesia, strike

serenaphoto
STRIKE
...E scavare un sorriso tra le rocce...
 
Ho giocato a bowling
con i birilli della sofferenza.
Era d'oro la boccia
che pulsava di cuore
e inciso tra i seni,
il triangolo dello schema.
Ho preso un autobus
verso via del Passato.
Niente lampioni.
Ma ancora ululano
e ridono i cani sul sentiero della Sposa di Minerva.
In lontananza i contorni delle sue armi.
Spada e scudo, piantati come rovi,
spuntano dall'ombra del bosco.
 
...E dare un calcio alla vita sperando che si sposti
chiedendo che ripassi un pò più in la
vicino alla fermata chiamata
ingenua bontà della speranza...
 
Ho scritto una lettera
sul tappeto di seta
della mia casa.
L'hanno letta le formiche
in cerca di briciole;
in terra le gocce del mio orgoglio
caduto in frantumi
dalle mani dell'Amore.
 
....E rimandare il futuro a un domani migliore.
Buttare dalla finestra i fiori che mi sono cresciuti nei palmi
delle ore e ore a scrutarmi gli occhi...
 
Ho adottato un figlio.
Che si chiama perdono.
Lo covo come uovo d'Araba fenice.
Lo allatto come un cucciolo di Pegaso.
 
...E suicidarsi in volo dal tetto del Mondo
cercando sotto il materasso della Giustizia
che mi rimbalzi come bolla di sapone
tra le braccia di Dio...
 
Ho visionato l'assenza del Tutto.
La pienezza del Niente
nella pace del Silenzio.
 
...E...
 
Per questa vita, forse,
anche io ho fatto.
Strike
 
 
SerenaCocco
(sulle note di La Lontananza interpretata da Giusy Ferreri)
strike


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risplend'Incontrastata

Date: giovedì, 24 aprile 2008
Time: 12:26
In: poesia, dedica, damore, amore delle mie vite

tramonto a Capitana -Cagliari-

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Musica: Roberto Cacciapaglia -Lux libera Nos-

Voce e Immagine: dell'autrice
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Metterei le ali ora
per arrivare fino a te
e portarti via dentro il vento
verso il mare oltre l’orizzonte
perché questo Amore non ha limiti
di vista umana, non ha limiti di pensiero.
E’ pura Luce vibrante in espansione.

Ascolta amore il suono dell’universo
è Dio stesso che ci parla e ci conduce
nella Casa costruita dal Bene immenso
che sostiene il nostro volo.

Amami mia Anima gemella
che ti amo di Silenzio e Perfezione.
Amami nel sempre di un Presente
vivido e immortale.

Io e te Amore e incanto
nell’Opera perfetta
siamo Cuore unico palpitante;
il Tempo lieve del respiro
all’infinito viaggia
sulla linea morbida
di ogni nostro bacio.
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I.T©2008
ventiquattroaprile

 

 


viaggiolontano | commenti (3) | link


Election Day-The nightmare...Quanto manca alla dittatura?

Date: lunedì, 14 aprile 2008
Time: 22:53
In:

Dal Testo "Nessuno Escluso" (SerenaCocco)
"Lo so...
Nessuno dona per poi
non ricevere nulla in cambio;
l'opportunismo è il primo dei nostri sentimenti,
d'altronde ormai siamo tutti Americani...
Certo che gli Americani sono eroi...
Pacificatori in Europa!
Liberatori e portatori di "democrazia"
di paesi incivili con millenni di storia alle spalle
e grandi ricchezze sotterranee...
Certo che gli Americani sono intelligenti;
prima danno le armi, anche quelle nucleari,
ai paesi dove la gente muore di fame, ma che profumano d'oro nero,
e poi quando hanno un po di tempo
li fannno la guerra preventiva
perchè possiedono arsenali pericolosi...
Certo che gli Americani sono generosi;
prima ti bombardano e poi ti mandano gli aiuti umanitari,
e lo fanno sapere a tutti perchè ovunque,
nei pacchi di farina, nelle bottiglie d'acqua si legge U.S.A.
E vedi i bambini Africani, morti di fame,
con le magliette del Mcdonald's!
Beati gli Americani si possono permettere queste contraddizioni...
Certo che gli Americani sono organizzati;
mandano plotoni enormi di uomini a visionare ogni parte del mondo.
Uomini preparati a gestire situazioni umanitarie importanti?
No! Figli disperati di contadini del sud e del centro,
giovani di colore che vivono ghettizzati.
I soliti scemi muoiono nelle guerre
mentre il vero male gratta la schiena del suo cane con una spazzola d'oro alla Casa Bianca
e parla al viva voce con gli altri stronzi in Europa.
L'Europa, che da quando è stata "liberata" dalle dittature nazi-fasciste,
è ufficialmente entrata a far parte del territorio Statunitense.
Sempre peggio...
Certo che gli Americani sono coerenti;
dicono di poter portare la democrazia senza sapere di cosa si tratti!
Però deve essere bello nascere nero in America, per l'ottanta per cento avrai la possibilità di
sopravvivere in un comodissimo ghetto tra la droga e le sparatorie.
Però deve essere bello nascere in una riserva per "pellerossa", hai la fortuna di sentirti in uno zoo
umano e di essere considerato una razza protetta.
Però deve essere bello nascere figlio d'immigranti, con buona probabilità vivrai in un quartiere
residenziale con i tuoi "simili".
Però deve essere bello finire in prigione in America, se non ti ammazzano di botte i poliziotti, hai una
probabilità di finire, comunque, sulla sedia elettrica.
Certo che è bello nascere in Occidente
Patate fritte
Televisione
Computer
Lo so...
è comodo credere che esista l'amore
Lo sò...
è comodo trovare un capro espiatorio;
tanto quelli che pagano hanno sempre la stessa faccia.
Lo so..."
L'America di questo brano siamo tutti noi, i nostri bisogni occidentali e malati, il nostro perseguire la politica dell'apparenza...il nostro sporco bisogno di essere tutti materialismo vestito da uomo...Non c'è destra ne sinistra...c'è solo il vuoto lasciato dal sedere pesante di soldi di chi ci vuole rappresentare e la nostra fatica a sopravvivere
Nessuno escluso (Testo completo)
"Guarda piove sangue dal cielo" -dissi io-,   
"Apriamo l'ombrello e continuiamo a camminare"- fu la risposta-.
E tuonò di colpò.
Echi profondi.
Grida nell'anima.
Pianti soffocati.
Tutti continuavano a camminare.
Buio.
Luce.
Azzurro infinito.
Un'aquila passò sulla mia testa
e proprio mentre volava
un cacciatore spezzò le sue ali.
Poi si scusò e pianse perchè
aveva ucciso un aquila e non una tortora qualsiasi.
E piansi anche io per tutte quelle tortore qualsiasi
che erano passate sulla strada del cacciatore.
Dolore
Silenzio
Strade immense
Di fronte ai miei occhi passò un uomo,
e poi ne passo un altro;
e non sò come, ma alla fine passò anche la morte
e lasciò in mano al secondo il sangue del primo.
Allora, mi voltai e vidi Giuda ridere di Caino
e Gesù Cristo piangere su una roccia.
Solitudine
Tradimento
Guerre gratuite
Alle mie orecchie arrivò un grido basso e distruttivo.
Come può un nero chiamare negro suo fratello?
Come può un mendicante ridere di un altro mendicante?
Come posso nella mia "diversità"  giudicarmi più "normale" di qualcun altro?
Chi ha sofferto ha il dovere di capire.
Niente ha senso
se si vuole dare un colore all'aria,
un sapore all'acqua,
un profumo ai ricordi,
che sia uguale per tutti.
Le convenzioni non sono verità,
sono solo comodità.
Ciò che è vero per te,
per me è apparenza e materia.
La tua gabbia dorata
è la più splendente
delle illusioni,
che regalano i soldi e
l'ignoranza dell'anima...
Ovunque andrai non troverai amore
ma solo bisogno di amare;
e sarai come Ulisse;
prigioniero di Calipso
nell'isola della solitudine.
Nessuno che ti ama veramente,
ma solo qualcuno che cerca
di porre fine alle sue sofferenze.
E ti sentirai piccolo e indifeso.
Come i bambini.
Niente più poesia
Niente più fantasia
Ma solo buio
e verità.
Ora pensa!
Sei come una tartaruga caduta sul dorso,
se nessuno ti capovolgerà,
morirai.
Morirai lentamente come la volpe in trappola,
come gli uccelli nella rete,
richiamati dallo zimbello,
traditore inconsapevole.
Non hai certezze,
non hai più illusioni,
non hai ali per volare;
sei a terra,
nella più ripida delle voragini
ove pensavi di non poter più sprofondare.
Non si arriva mai.
La strada è infinità,
umiliante,
crudele.
Tu sei solo uno dei tanti profughi
in un mare di false speranze.
Ma guarda,
guarda in fondo alla via
arriva Lucignolo,
guida tremenda dall'aria gentile...
Lo seguirai...
Sarà più forte di te...
L'uomo è troppo umano per rinunciare
a ciò che sembra brillare.
L'uomo è troppo stupido per capire in tempo
che ciò che vede non è oro, ma bronzo;
bronzo della peggiore delle specie.
L'uomo è troppo disperato per non rischiare...
Lo seguirai; ma come biasimarti.
Vuoi indietro le tue false sicurezze.
Vuoi indietro la tua vita;
peccato che questa sia la vita.
Illusa di poter riavere qualcosa che non esiste...
Ora in mezzo alla strada,
come le lucciole morenti
che fingono di rischiarare la notte...
Sei come Maria Maddalena
Persa nella più vera delle caratteristiche umane: la tristezza.
Persa senza un Messia che perdoni i tuoi peccati.
Ma in mano a Lucignolo guida tremenda e falsa.
Cosa devi aspettare?
Chi devi aspettare?
Arriverà un principe azzurro
e ti porterà via...
Ma Cenerentola non è mai esistita,
e tu non avrai il tuo lieto fine.
Il principe azzurro è peggio di Lucignolo!
Se quello era gelido,
questo è troppo caldo da essere sporco.
Questo è un mostro della società.
E ti sembra di conoscerlo; ha la stessa faccia
di coloro che erano i tuoi amici belli e ben educati.
Griffati con marchi ricamati da bambini schiavi
dall'altra parte del mondo...
Ti difenderai.
E sanguinerai dalle ferite della dignità,
sanguinerai del tuo e del suo sangue,
che ora scorre lungo le tue mani,
sulle tue braccia
e ti cosparge,
e il suo male diventa tuo.
Nasce l'odio,
più forte di ogni sentimento,
radice inestirpabile,
ora, nel tuo cuore di schiava.
Cammini per giorni,
anni,
secoli.
E ogni minuto tuona dello stesso
e ripetitivo suono,
che somiglia al tuo pianto,
a un lamento lontano
e stonato.
Mi hai gridato nell'anima
e ti ho sentito,
ma ho continuato a dormire.
Ho preferito le mie visioni
oniriche alla tua realtà...
Sei arrivata in una radura.
Nuda
Povera
Sanguinante
Almeno in una delle sue vite fatate,
ogni donna è stata violentata,
ogni donna è stata umiliata,
ogni donna è stata imprigionata.
Sempre più odio...
La radura era scura, cupa e pullulava
di vecchie streghe tormentate,
di baccanti sognanti,
di donne
e donne
e ancora donne.
Nude,
povere,
sanguinanti.
Sei svenuta...
Ma come è bello tra le nuvole- esclamasti-
Dormivi in un sonno meraviglioso
che si chiama utopia...
Cazzo utopia?
Tu che odiavi i sognatori,
ora, sei come loro.
Illusa,
struprata troppo duramente dalla realtà...
Sei come la mente inarrestabile dei bambini;
capace di cancellare gli orrori
 e farli diventare fiabe micidiali da non raccontare.
Mi fai paura.
Mi fai pena
Ma io conosco il perchè dei tuoi mali.
La strada è lunga;
ai lati piena di croci
e di figli di Dio crocifissi,
di topi agonizzanti
e gatti danzanti.
E tu ne devi attraversare ancora tanta...
Ti svegli
e indovina un pò...
Indovina chi ti ha sollevata dalla radura?
Tu l'hai disprezzato,
ridicolizzato.
Eri la regina
e lui il tuo lustra-scarpe.
Lui ti ha rialzata
mentre stavi ai suoi piedi;
tu al tuo posto avresti finito di schiacciarlo.
Ma vedi, lui ti ha portata
nella sua casa di cartone,
sulla schiena che tu hai frustato;
e ora non potrai fare a meno di lui
e lo amerai
dell'amore peggiore,
quello non corrisposto,
quello che risponde con l'indifferenza.
Tu distruggesti la sua dignità,
ma non il suo valore
e, con la tua stessa presunzione,
condannasti a morte il tuo cuore.
Per sempre.
Sei uscita dalla casa di cartone
disperata,
disgustata da te stessa.
Continui a camminare.
Sbatti contro falsi muri.
Vomiti rimorsi.
E incontri lei.
Ma lei chi?
Fai memoria
Pensa
"La mia peggior nemica"- dirai a te stessa-
Ti sbagli, lei , è solo il peggiore dei tuoi incubi...
La guardavi indignata,
la odiavi,
la invidiavi.
Si sa, i figli della moda come te
vivono di idelai spiccioli,
di divertimenti alla moda,
di sentimenti lussureggianti e volgari
e temono la libertà,
come l'elefante teme il topo.
Siete tanto grandi
da essere inutile.
Le verità sono semplici,
umili, piccole e vi fanno traballare.
Mi dispiace, ma lei è sulla tua strada
e tu la dovrai guardare in faccia.
Ti ucciderà.
Ucciderà il mostro che è in te;
e ti donerà una vita nuova...
La amerai...
Morirà...
Sarai di nuovo sola,
di fronte al lago dove l'avevi incontrata.
Ora ti dovrai specchiare
Vedrai la tua immagine;
è meno offuscata,
non escono più vermi dai tuoi occhi...
E cammini ancora...
Quanta strada.
Hai amato chi non avresti mai immaginato.
Ma l'amore è un'illusione turchese;
era il modo di farti capire,
di farti cambiare,
di farti soffrire...
Piangerai
lacrime salate e
lacrime acide,
che righeranno il tuo volto,
lo scavaranno,
lo bruceranno.
Sei in una grande città...
"Niente più boschi, ne radure o case isolate"- pensi-
Infatti è la città, ma non più quella che ricordavi;
non ti sarà più possibile vederla come una volta.
Ora le grida silenziose dei mendicanti
agli angoli dei marciapiedi
ti assorderanno,
la vista dei disperati
che camminano barcollanti
ti accecherà.
Non sei più sorda
Non sei più cieca
Il malessere dell'umanità sarà il tuo,
ti s'insinuerà nel ventre come un cancro...
Uomini, donne, giovani
passano di fronte ai tuoi occhi.
Un corteo di bandiere colorate.
Mani bianche all'aria.
Persone felici
"Stupidi visionari"
Una volta li avresti definiti così.
Adesso, però, vuoi ballare con loro,
affogare nel loro desiderio di libertà e pace,
ma il tuo orgoglio ti proibisce di essere istintiva.
Alzati!
Alzati dalla tua falsa poltrona regale di superiorità
e segui l'allegra e scomposta processione...
D'improvviso ti spoglierai,
correrai,
cadrai nuda,
privata della tua ipocrisia.
Sei in un posto bellissimo;
paradisiaca fantasia momentanea.
Bambini
Bambini ovunque
Si inseguono
Ridono
Ridi anche tu.
Uno di loro tocca la tua mano delicata,
ti trascinà in una foresta;
tante piccole case sugli alberi.
Bambini solo bambini,
nessuno oltre i tredici anni,
ma tutti adulti.
Oggi giocano,
ieri piangevano.
Hanno visto guerre
Hanno subito violenze
Hanno perso la loro infanzia
Ma ora giocano
Hanno un prato
Ti chiedono una palla
Tu devi donargliela;
inseguirai il giocattolo sferico e rosso,
lo lancerai in aria.
E i bambini ti ringrazieranno.
Sembraranno passati secoli
da quando hai iniziato a camminare;
ma il tempo non esiste.
Oggi era ieri
Domani sarà oggi
Ma non temere
Cammini.
Affondi nel più falso dei tuoi ricordi:
la tua infanzia.
Infanzia occidentale,
banale.
Stanza piena di bambole
dagli occhi cristallini,
prototipi di donne prigioniere.
Stanza piena d'infelicità.
Stanza vuota,
sempre troppo pulita.
Le tue sedie perfette,
La domestica, povera laureata di un mondo
troppo vero da sembrare impossibile,
pulisce il cellofan di mobili inanimati.
Ma questa è la verità
delle famiglie come la tua...
Gelo
Solo gelo;
ecco cosa hai sempre respirato.
Genitori che si sfiorano a malapena
quando non sono a lavoro
o a scopare con un amante più giovane.
Ma un bambino che cresce senza amore come potrà mai amare?
Anche tu avresti meritato una palla rossa
e un mondo di soli cuccioli.
Tu violentata dalla società ricca e crudele
Tu figlia della famiglia perfetta
dove si può avere tutto tranne che l'affetto.
Tu figlia dell'egoismo capitalista
che prevede il matrimonio per tutti,
indipendentemente dal fatto che ci si ami.
Tu figlia triste di figli tristi come te...
Tu in un fiume di lacrime di bambina;
lacrime che si congelano
e ti costringono a diventare uguale
ai modelli che odiavi
Mi fai pena
Io non avevo milioni di bambole,
respiravo l'odore nauseabondo dei mobili usati,
ma avevo una carezza sempre.
E qualcuno che mi raccontasse le favole
Tu sembravi felice,
io apparivo tormentata.
Ora lo sai
Meglio tormentati per la realtà
che falsamente perfetti in un castello di sabbia!
Quanto sei stata disgraziata...
Mi ricordo la tua ironia sull'infelicità altrui:
"Vedi ognuno si costruisce il proprio futuro...Quello è povero perchè non ha lavorato.
Non merita considerazione"- mi dicevi-
Stronzate
Stronzate della tua presunzione ignorante
Stronzate dei tuoi complessi d'inferiorità.
Ora dimmi, credi davvero di essere solo tu l'artefice del tuo destino?
Ora dimmi, credi di meritare più considerazione di quel disperato?
Le parche tessono fili invisibili e inesistenti.
La vita è un percorso tracciato da altri, 
tu puoi solo decidere come percorrerlo
e se sbagli paghi, ma no per questo
coloro che passano vicino a te non possono aiutarti.
Potrebbero aiutarti,
ma se ti assomigliassero non lo farebbero;
e tu saresti come una tartaruga caduta sul dorso,
se nessuno ti capovolgesse moriresti.
Moriresti sola e lentamente!
Ma io conosco il perchè dei tuoi mali.
Ma io cerco di capire.
Ma io desidero aiutarti
Lo farò...
Però tu devi ancora camminare
Tre persone piangono;
un uomo, una donna e un bambino ancora nel ventre di sua madre
Vengono dai paesi delle guerre,
chiedono asilo,
chiedono una mangiatoia dove far nascere loro figlio.
Ti guardi intorno;
tutte le porte sono chiuse.
Vedi una chiesa;
pensi di aver visto la salvezza.
Entri
Celebrano il santo rito.
L'uomo vestito di bianco borbotta,
sente i fastidiosi lamenti venire da fuori!
Domandi aiuto per la Sacra Famiglia,
ti rispondono con sguardi taglienti,
tacciono
per non dire che la dentro sono tutto meno che figli di Dio.
Un crocifisso d'oro per rappresentare il Cristo povero
Mosaici di perle rare e diamanti rivestono le pareti della casa del Cristo povero
Un uomo con in capo una corona di rubini per parlare a nome del Cristo povero.
E poi tanti uomini
seduti ad ascoltare...
Politici,
Re,
Demoni.
Ti guardi intorno incredula.
Muori.
L'ultima delle coltellate ti ha appena colpita.
Nessuna istituzione può rappresentare la spiritualità.
La corruzione è umana, nessuno è immune ad essa.
Se anche Cristo fosse Dio
e riscendesse sulla Terra
di nuovo sarebbe utopisticamente amato,
di nuovo sarebbe utopisticamente seguito,
di nuovo sarebbe realmente tradito.
E il suo traditore avrebbe il mio o il tuo o il vostro volto.
I suoi persecutori non sarebbero i membri del Sinedrio
ma i vescovi, i cardinale, il papa...
Il suo giudice non avrebbe come nome quello di Ponzio Pilato
ma quello qualsiasi di uno dei nostri "capi"
Di nuovo morirebbe ucciso
con ai piedi sua madre.
Sei morta,
morta dentro.
La realtà è tremendamente reale
e tu hai iniziato troppo tardi a vedere come stanno le cose.
Le convenzioni,
le comodità,
le falsità
ti hanno fatto crescere come un carino in gabbia,
protetto dal mondo,
ma infelice e con le ali inutili.
Veramente pensavi di essere una persona vera
solo perchè avevi il "coraggio" di dire tutto quello che pensavi?
Quanto eri ingenua!
Quanto eri disperata e disperante!
Tacere, spesso, è più difficile che gridare ipocrisie gratuite.
Lo so...
Fa comodo pensare
di essere giusti.
Lo so...
Nessuno dona per poi
non ricevere nulla in cambio;
l'opportunismo è il primo dei nostri sentimenti,
d'altronde ormai siamo tutti Americani...
Certo che gli Americani sono eroi...
Pacificatori in Europa!
Liberatori e portatori di "democrazia"
di paesi incivili con millenni di storia alle spalle
e grandi ricchezze sotterranee...
Certo che gli Americani sono intelligenti;
prima danno le armi, anche quelle nucleari,
ai paesi dove la gente muore di fame, ma che profumano d'oro nero,
e poi quando hanno un po di tempo
li fannno la guerra preventiva
perchè possiedono arsenali pericolosi...
Certo che gli Americani sono generosi;
prima ti bombardano e poi ti mandano gli aiuti umanitari,
e lo fanno sapere a tutti perchè ovunque,
nei pacchi di farina, nelle bottiglie d'acqua si legge U.S.A.
E vedi i bambini Africani, morti di fame,
con le magliette del Mcdonald's!
Beati gli Americani si possono permettere queste contraddizioni...
Certo che gli Americani sono organizzati;
mandano plotoni enormi di uomini a visionare ogni parte del mondo.
Uomini preparati a gestire situazioni umanitarie importanti?
No! Figli disperati di contadini del sud e del centro,
giovani di colore che vivono ghettizzati.
I soliti scemi muoiono nelle guerre
mentre il vero male gratta la schiena del suo cane con una spazzola d'oro alla Casa Bianca
e parla al viva voce con gli altri stronzi in Europa.
L'Europa, che da quando è stata "liberata" dalle dittature nazi-fasciste,
è ufficialmente entrata a far parte del territorio Statunitense.
Sempre peggio...
Certo che gli Americani sono coerenti;
dicono di poter portare la democrazia senza sapere di cosa si tratti!
Però deve essere bello nascere nero in America, per l'ottanta per cento avrai la possibilità di
sopravvivere in un comodissimo ghetto tra la droga e le sparatorie.
Però deve essere bello nascere in una riserva per "pellerossa", hai la fortuna di sentirti in uno zoo
umano e di essere considerato una razza protetta.
Però deve essere bello nascere figlio d'immigranti, con buona probabilità vivrai in un quartiere
residenziale con i tuoi "simili".
Però deve essere bello finire in prigione in America, se non ti ammazzano di botte i poliziotti, hai una
probabilità di finire, comunque, sulla sedia elettrica.
Certo che è bello nascere in Occidente
Patate fritte
Televisione
Computer
Lo so...
è comodo credere che esista l'amore
Lo sò...
è comodo trovare un capro espiatorio;
tanto quelli che pagano hanno sempre la stessa faccia.
Lo so...
So che tornerai da me.
Sei stata un aquila
Sei stata un assassino
Sei stata una profuga
Sei stata una puttana
Sei stata di nuovo assassina
Hai amato un servo
Hai amato una donna
Sei stata una manifestante
Sei stata una bambina
Hai capito!
Sei una tartaruga caduta sul dorso,
e io ti sto capovolgendo.
Ma vedi, ti avevo detto che pioveva sangue dal cielo,
perchè apristi l'ombrello?
Mi avevi chiesto di continuare a camminare,
ora guarda quanta strada hai dovuto fare...
Non volevi vedere, ma
il dolore degli oppressi
ti ha costretta a guardare.
Eri l'immagine riflessa dei vizi umani
che non sono sette ma molti di più.
Guardati!
Guardati ora.
Piangi per la tua impotenza di fronte agli orrori!
Piangi per quello che sei stata, per quello
che i tuoi vicini sono e saranno sempre!
Piangi lacrime dorate e cristalline!
Lacrime vere.
Sangue
Almeno per oggi
ha smesso di piovere.
Luce
                                                                                      Serena Cocco


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A Dio marcia un esercito sul cuore

Date: venerdì, 28 marzo 2008
Time: 21:23
In: poesia, bambini3parte, adiomarciaunesercitosulcuore

bambinaguerra
Voce: Ignazia Trudu
Musica: Enya-Ennio Morricone: The Mission
Parole: Serena Cocco (Testo: A Dio marcia un esercito sul cuore)
A Dio marcia un esercito sul cuore
che combatte sporche guerre
a lode e gloria del suo nome.
E mentre piangono sangue
i Santi dei nostri giorni,
i finti padri ci bombardano
la mente di odio e rabbia.
Ai bambini cadono le bambole dalle mani
mentre li morsicano l'anima gli orchi della notte.
Si rompono gli occhi vitrei
ma dalla plastica non escono lacrime
e non escono più lacrime
neanche dalla carne di questi nostri stanchi figli.
Nessuno sente;
assordati dal rumore di bombe tecnologiche
chi ode la vera guerra dei nostri tempi?
...che ci uccidono i figli
quelli che credevamo angeli,
e ci stuprano i fratelli
quelli che credevamo amici...
A Dio marcia un esercito sul cuore
e calpesta i nostri cuccioli.
 
Serena Cocco
(Testo vincitore della settimana a Tema: Libertà Negata di RossoVenexiano- www.rossovenexiano.splinder.com)
 


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Mater

Date: martedì, 18 marzo 2008
Time: 21:59
In: poesia, mater

the passion of christ

Voce: Ignazia Trudu
Musica: Mary goes to Jesus- John Debney
Parole: Serena Cocco (Testo: Mater)

 

Mater

 

Piegherò ancora, come Maria, le mie ginocchia
a raccogliere l'uomo che portai, bambino, nel ventre.
Che di Madre ho forgiato le membra
e possiedo, di Donna, essenza divina
attraverso
la Vita che mi ha attraversato.
Piangerò ancora, come Maria, sulle spine senza seme
dalle quali sboccia penoso il fiore della sofferenza
che non ho saputo evitarti.
Figlio mi prostro ai tuoi piedi
sulla croce chiamata Terra alla quale ti ho legato;
con i miei errori
laverò gli stessi peccati
che ho compiuto
e
rinascerò, etereo movimento,
verso le tue braccia che sapranno contenermi.
E quando diverrai tu, genitore del tuo genitore,
oh Figlio, mi farò cullare dal tuo sorriso,
mi farò consolare dalla tua compassione.
Due primi passi fino alla parola Madre
che ancora sento sillabata
accarezzarmi il cuore...
Due sconosciute lacrime di dolore fino alla prima caduta...
Due ingiuste grida fino al primo litigio...
Due temute fitte al cuore fino al tuo primo arrivederci...
Ma domani quando sarai Figlio di nuovo
nei ritagli del tempo adulto
e sentirò le tue gambe tremare
di fronte all'esistenza, che ci rende tutti
equilibristi su fili di nylon,
piegherò, ancora, come Maria, le ginocchia
a raccogliere l'uomo che portai, bambino, nel ventre.
Perchè sono Madre
Madre per sempre
 
SerenaCocco
(sulle note di Mary goes to Jesus-The Passion)
Alle Madri giuste che giuste non sono mai del tutto
Alle Madri sbagliate che sbagliate non sono mai del tutto
Alle Madri


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Lettera d'Amore

Date: martedì, 11 marzo 2008
Time: 23:28
In: amore delle mie vite

 

Lettera d'Amore

( sulle note di In a God's Hands- Nelly Furtado, perchè noi siamo nelle mani di Dio, siamo il sogno di Dio e solo all'Immenso dobbiamo.
Solo nell'Immenso, solo per l'Immenso, solo dall'Immenso esistiamo)
 

 
All'Amore delle mie Vite che mi riempie i giorni.
Il passato, il presente, il futuro.
Da sempre, sempre, per sempre.

Camminai, dove non ricordo, ma sapevo la sensazione come sapevo i tuoi occhi senza fondo e me li raccontavo ogni istante quasi fossero canzone, fiaba, poesia e preghiera.
Camminai senza memoria il tuo ricordo e piansi seduta sui monti con le ali stanche per non saper volare da te...
E sentire nella spiaggia deserta il vento sulla pelle, ascoltare il silenzio che cadeva negli occhi mentre bagnavo le dita nel latte della solitudine e fingevo di avere armi al posto del cuore.
Mentre lasciavo bagnare i piedi nell' acqua salata del mare s'alzava la mia testa
a portare fuori lo sguardo da questa prigione che non mi apparteneva. E ancora lottavo con l'attesa perchè tu aprissi la porta tra questa terra e il paradiso che senza te non era tale.
Fammi tornare.
Ma se sono stati 30 i passi di dolore e rabbia per farmi sentire di nuovo il morbido del tuo petto quante notti dovremo attraversare, invece, per capire dove abbiamo disperso questo amore sulle strade che, però, ci conducono ancora qui tra le nostre stesse braccia?
Del tempo, che non mi spaventa, sono fatte le nuvole che attraversano il nostro cielo
della gelosia le funi tese tra gli alberi che costeggiano il bosco
di sfiducia le ombre al tramonto
di passione e tenerezza tutto il resto.
Di amore mi sono dipinta il volto, nuda mi apro al tuo sguardo.
Figlia anche io del tuo abbraccio come tu del mio.
Ho una rosa in mano che porta il tuo nome. Le spine che mi hanno fatto sanguinare fino a qui erano, anche esse, nel volere unico che ci ha disegnato, forse le ho meritate, forse no ma le cicatrici che profumano di te mi fanno essere migliore. Niente deve essere perdonato perchè la perfezione è oggi, qui, occhi negli occhi a sorridere, a piangere, ad amarci.
Le strade sono zig zag di generosità e passione, curve di sbagli, rettilinei di pazienza.
Non vi è giusto o sbagliato quando il finale è quello desiderato.
Il punto di partenza conta solo se non si arriva al traguardo,
ma la strada beh la strada non esiste
è solo uno strano sogno di Dio per condurci a casa.
E tu sei la mia Casa
Ti amo
Serena

mont-amore 


serenacocco | commenti (7) | link


Le colpe dei padri (e delle madri)

Date: sabato, 08 marzo 2008
Time: 08:09
In: poesia, dedica, ottomarzo


Musica: Canon in D Duet violin&piano
Voce:dell'autrice

Ho camminato insonne
figlia del tuo abbraccio.

Della pazzia hanno lasciato segno
i poveri della terra;
privati del Disegno magistrale
padri e madri vagano dormienti
nei loro incubi d’adolescenza.
Eppure fingono d’Andare.

Ho camminato insonne
figlia del tuo abbraccio.

Nei tuoi celati sogni
insinua la sua mano l’orco;
gli puzza di bruciato il fiato
concretizzato torto
di spalle alla tua vita.

Catrame nero e fango
violano il tuo respiro in volo.

Ho camminato insonne
figlia del tuo abbraccio.

Spietate notti e lune
in cieli vuoti e lenti
di troppi occhi chiusi.
Con sensi muti e cuore oscuro
svendono l’Amore
per poche gocce di sapienza;
è stato il furto a farli ricchi
il furto, l’odio e l’indifferenza.

Eppure fingono d’Andare.


Catrame nero e fango violano il tuo respiro in volo.


Svendono l’Amore con sensi muti e cuore oscuro.

Della pazzia hanno lasciato segno
i poveri della terra.

Ho camminato insonne
figlia del tuo abbraccio.



(a tutte le donne violate, in tutte le forme, in ogni età)


I.T.©2008
ottomarzo





viaggiolontano | commenti | link


Cinque anni

Date: domenica, 24 febbraio 2008
Time: 22:49
In: poesia, dedica, cinqueanni

A Monica

fadinha tristePasserà questa notte,
scivolerà, come lacrime d'olio,
sulle tue guance che sono
bianche d'infanzia mancata,
pallide d'amore solitario...
Occhi per vederti i battiti del cuore
e orecchie per sentirti i pianti
mentre,
ancora, come a cinque anni
muovi silenziosa le ali
a cercare di fare magie.
Passerà questa notte,
danzerà sullo stomaco
con i tacchi a spillo
passi scomposti di un vecchio tango
e poi, denudandosi dai pesi ai piedi,
correrà su prati di erba fresca
dove sarà magia il sorriso
che si aprirà sulle tue labbra.
Passerà questa notte
che forgia come armi inutili il dolore
e lascerà tra le mani
al posto delle lame
la polvere di stelle che hai nell'animo.


E se a cinque anni facevi magie
ora sei tu la Magia.

 

 

SerenaCocco


serenacocco | commenti (4) | link


Bambino a metà (Un Padre che manca)

Date: venerdì, 15 febbraio 2008
Time: 11:45
In: poesia, bambinoametàun padre che manca

Voce: Ignazia Trudu
Musica: Metamorphosis Two- Philip Glass
Parole: Serena Cocco (Testo:Bambino a metà )
Torna oh Padre!
Torna a prendermi...
Dall'alto della mia vecchiaia,
io sono, ancora, quel bambino
al quale hai negato amore.
Torna oh Padre
che io ti ho aspettato
per tutto questo tempo,
un giorno in più per te
lo faccio vivere questo cuore triste...
Mi vedrai, ancora, fermo
sul selciato del cortile,
con le braccia tese,
a reclamare le tue carezze.
Torna oh Padre!
Sagoma sottile dei miei incubi,
agognato amore dei miei sogni.
Mi hai spezzato l'anima oh Padre!
Intrappolato all'idea di te!
Condannato alla realtà
che è ,sempre, così isolata
e distante dalla speranza.
Torna oh Padre!
Torna, perchè io ti ho amato
anche quando, in cuor mio,
bestemmiavo contro il tuo nome.
Hai risuonato nella mia vita come un odiosa e ripetitiva campana a morto...
Ma, torna oh Padre
perchè non c'è stato niente
che abbia saziato
la mia fame di favole e giochi.
Torna oh Padre!
Torna, davvero, che senza di te
non ho mai volato fino a una meta...
Triste questa sorte,
secondo la quale,
al rampicante dell'amore
si inerpica, sempre, quello dell'astio.
E, allora, pianta pure, oh Male,
i tuoi semi d'odio
nel seno sacro di una Madre
che allatta il suo bimbo.
Piantali nel suo cuore
di donna abbandonata;
avvelena il suo sangue,
trasformalo in acqua,
stagnante di rancore,
e fa si che la sua creatura lo beva
perchè smetta di desiderare
quel suo mito lontano.
E invece...
Torna oh Padre!
Che mia madre mi ha nutrito
solo di buon pane e buon vino
e ancora ti attendo,
bambino a metà...
 
SerenaCocco
Ripropongo ai lettori uno dei miei testi ai quali tengo di più. Ringrazio Ignazia Trudu per avergli dato voce ( viaggiolontano.splinder.com )


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Paginazione

Blog description

Una vita per la vita... Tra pseudo-poesie,cinema,arte e quotidianità di Serena Cocco

About me

Blogger: serenacocco
Nome: serena cocco
TUTTE LE POESIE SONO PROTETTE DAL DIRITTO D'AUTORE Nata il 14 Maggio 1988 a Cagliari. Ha iniziato a scrivere a livello dilettantistico in giovanissima età. A soli 12 anni partecipa alla sezione internazionale del premio letterario "Azzurri Orizzonti" dove è la più piccola partecipante insignita di una medaglia. Si dedica negli stessi anni a corsi di cineforum e teatro e scrive due commedie rappresentate nella Scuola Media Leopardi in collaborazione con una nota compagnia teatrale di Cagliari. Le sue poesie vengono presentate nell'anno 2002 sempre presso l'auditorium della scuola media Leopardi.Nel 2007 si è maturata al Liceo-Classico. Interesse fondamentale della sua vita rimangono i diritti umani. Impegnata più volte in campagne per la sensibilizzazione delle adozioni a distanza e della situazione dei minori in Africa. Tra i link sono inseriti oltre che siti di interesse culturale siti che promuovono la divulgazione di notizie inerenti gravi problemi umanitari e violazioni di diritti fondamentali dell'uomo al fine che tutti possano sapere e aiutare LiveSpaces : http://serenacocco.spaces.live.com/

Amo

Potrei dire mille cose, ma parlare di ciò che si ama è sempre troppo complesso e in tutta sincerità credo di non essere capace di farlo. Ancora più difficile parlare di chi si ama perchè per le persone del nostro cuore le parole sono sempre troppo banali, che siano amici, amanti o parenti. Dentro però ho le parole per tutti e per tutto!!! La mia musica :Non essendo un esperta tecnicamente sono più che altro una buona ascoltatrice che non rifiuta niente di quello che piace alla sua anima La mia arte : La letteratura è una grande passione, leggere e vivere delle emozioni della parola. Scegliere solo pochi autori da elencare in un blog mi fa sentire ingiusta verso tutti quelli che potrei dimenticare. Lo stesso vale per il cinema! Cercherò di pubblicare con perfezione le mie preferenze quando la lista stilata mi renderà felice.
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